██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Vergogna
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
La mwcwvergogna è un'mwdaemozione che accompagna l'auto-valutazione di un fallimento globale nel rispetto delle regole, scopi o modelli di condotta condivisi con gli altri; da una parte è un'emozione negativa che pone l'intero mwdqindividuo al cospetto della propria inadeguatezza, dall'altra consiste nel rendersi conto di aver fatto qualcosa per cui possiamo essere considerati dagli altri in maniera totalmente opposta rispetto a quello che avremmo desiderato, e può pertanto avere in alcuni casi un valore adattivo.
Contents
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Definizione
La vergogna ha naturalmente una valenza negativa, ma in alcuni casi aiuta a definire i confini delle attività positive. La definizione di vergogna è un'mweqemozione discreta e basilare, descritta come un'emozione morale o sociale che spinge le persone a nascondere o negare i propri erroricite-ref-1[1]. L'obiettivo della vergogna riguarda il mwfgsé o l'mwfwindividuo; è forse l'unica emozione disfunzionale per l'individuo e funzionale a livello di mwgagruppo. La vergogna può anche essere descritta come una spiacevole emozione autocosciente che implica una valutazione negativa del sécite-ref-2[2]. La vergogna può essere un'emozione dolorosa che è vista come un "... paragone dell'azione del sé con gli standard del sé ..." ma può anche derivare dal confronto tra lo stato dell'essere del sé con lo standard dei contesti sociali mwhqideali. Alcune scale misurano la vergogna per valutare gli stati emotivi, mentre altre scale di vergogna sono usate per valutare i tratti emotivi o le disposizioni - inclinazione alla vergognacite-ref-3[3]. "Vergognarsi" significa in genere assegnare o comunicare attivamente uno stato di vergogna a un'altra personaQuesto è il senso di "svergognare", non di "vergognarsi". I comportamenti progettati per "scoprire" o "esporre" gli altri sono a volte usati per mettere la vergogna sull'altra persona. Avere vergogna significa anche mantenere un senso di moderazione verso gli altri (come con la modestia, l'mwjaumiltà e la deferenza).
Concetti simili: colpa, imbarazzo e pudore
I confini tra i concetti di vergogna, mwkgsenso di colpa e mwkwimbarazzo non sono facilmente delineati e variano di tempo in tempo di cultura in culturacite-ref-4[4].
mwmqImmanuel Kant e i suoi seguaci sostenevano che la vergogna è eteronoma (viene dagli altri); mwmgBernard Williams e altri hanno sostenuto che la vergogna può essere autonoma (proviene da se stessi)cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]. La vergogna può portare la connotazione di una risposta a qualcosa che è moralmente sbagliato mentre l'imbarazzo è la risposta a qualcosa che è moralmente neutrale ma socialmente inaccettabile. Un'altra visione della vergogna e del senso di colpa è che la vergogna ha un focus su sé stessi, mentre la colpa ha un focus sul comportamento. In poche parole: una persona che si sente in colpa sta dicendo "Ho fatto qualcosa di male", mentre qualcuno che prova vergogna sta dicendo "Io sono sbagliato".
Differenza con la colpa
Secondo l'antropologa mwrgRuth Benedict, la vergogna è una violazione dei valori culturali o sociali mentre i mwrwsensi di colpa derivano dalle violazioni dei propri valori interni anche essi comunque legati alla cultura di appartenenzacite-ref-7[7]. Quindi sorge la vergogna quando i "difetti" di una persona sono esposti agli altri e derivano dalla valutazione negativa (reale o immaginaria) degli altri; la colpa, d'altra parte, deriva dalla propria valutazione negativa di se stessi, ad esempio, quando si agisce in contrasto con i propri valori o l'idea di se stessicite-ref-8[8]. Quindi, potrebbe essere possibile vergognarsi di pensieri o comportamenti che nessun altro sa veramente [dal momento che si teme di essere scoperti] e, al contrario, di sentirsi in colpa per le azioni che ottengono l'approvazione degli altri. Mentre il senso di colpa viene solitamente considerato un'esperienza interiore, caratterizzata dal nostro "sentire" la voce della coscienza, la vergogna viene messa in relazione più spesso con la sensazione di un biasimo sociale, esteriore, e con l'orrore dell'essere stati visti.cite-ref-9[9]
La psicoanalista Helen B. Lewis sostenne che "L'esperienza della vergogna riguarda direttamente il sé, che è il fulcro della valutazione: nella colpa, il sé non è l'oggetto centrale della valutazione negativa, ma piuttosto la cosa fatta è il punto focale"cite-ref-10[10]. Allo stesso modo, Fossum e Mason dicono nel loro libro mwwqFacing Shame che "Mentre il senso di colpa è un doloroso sentimento di rimpianto e responsabilità per le proprie azioni, la vergogna è un sentimento doloroso di se stessi come persona."cite-ref-11[11]
Seguendo questa linea di ragionamento, la psichiatra Judith Lewis Herman conclude che "La vergogna è uno stato di autocoscienza in cui il sé è 'diviso', immaginando il sé negli occhi dell'altro; al contrario, nella colpa il sé è unificato. "cite-ref-12[12]
La visione della vergogna dello psicologo clinico Gershen Kaufman è derivata da quella della teoria degli affetti, e cioè che la vergogna è una delle reazioni fisiologiche istintuali e di breve durata alla stimolazionecite-ref-kauf92-13-0[13]cite-ref-14[14]. In questa prospettiva, la colpa è considerata un comportamento appreso consistente essenzialmente in colpa o disprezzo auto-diretto, con la vergogna che si verifica in seguito a quei comportamenti che costituiscono una parte dell'esperienza complessiva della colpa. Qui, auto-colpa e auto-disprezzo significano l'applicazione, verso (una parte di) sé stessi, esattamente della stessa dinamica che la colpa e il disprezzo per gli altri rappresentano quando viene applicata interpersonalmente.
Kaufman ha visto che meccanismi come la colpa o il disprezzo possono essere usati come strategia di difesa contro l'esperienza della vergogna e che qualcuno che ha un modello per applicarli a se stesso può benissimo tentare di difendersi da un'esperienza vergognosa applicando l'auto-colpa o l'auto- disprezzo. Ciò, tuttavia, può portare a una sequenza internalizzata e auto-rinforzante di eventi di vergogna per cui Kaufman ha coniato il termine "spirale della vergogna"cite-ref-kauf92-13-1[13]. La vergogna può anche essere usata come strategia per provare sensi di colpa, in particolare quando c'è la speranza di evitare la punizione ispirando la pietàcite-ref-15[15].
Differenza con l'imbarazzo
L'mwfaimbarazzo si sperimenta esclusivamente in presenza degli altricite-ref-16[16] e di solito è causato da un atto considerato socialmente inaccettabile, come ad esempio la mwgqnudità pubblica. Invece, la vergogna può essere provata individualmente.
Inoltre, mentre l'imbarazzo sorge per l'infrazione di regole sociali che possono anche non essere condivise, la vergogna è il segnale della rottura di regole di condotta alle quali personalmente si aderisce.
Questa visione della differenza tra vergogna e imbarazzo sostiene che la vergogna non implica necessariamente l'umiliazione pubblica, mentre l'imbarazzo lo fa; cioè, si può provare vergogna per un atto noto solo a se stessi ma per essere imbarazzati le proprie azioni devono essere rivelate agli altri.
Nel campo dell'mwhqetica (psicologia morale, in particolare), tuttavia, si discute se la vergogna sia o meno un'emotività eteronoma, cioè se la vergogna implichi o meno il riconoscimento da parte della vergogna di essere stati giudicati negativamente da altri.
Un'altra visione della linea divisoria tra vergogna e imbarazzo sostiene che la differenza è di intensitàcite-ref-17[17]. In questa prospettiva, l'imbarazzo è semplicemente un'esperienza di vergogna meno intensa. È adattivo e funzionale. La vergogna estrema o "tossica" è un'esperienza molto più intensa e non funzionale. In effetti, su questa visione la vergogna tossica può essere debilitante. La linea di divisione è quindi tra vergogna funzionale e disfunzionale. Ciò include l'idea che la vergogna abbia una funzione o un vantaggio per l'organismocite-ref-18[18].
Differenza con il pudore
Il mwlwpudore, dal latino mwmapudor (derivato di mwmqpudere, "aver vergogna"), esprimeva sentimenti di riserbo, ma anche di disagio o avversione, nei confronti di atti, parole, allusioni, comportamenticite-ref-treccani-it-19-0[19], è un'attitudine dell'individuo dettata da un mwngsentimento di riserbo, discrezione e intimità, che evita di ostentare o esprimere ciò che può contrastare con la mwnwmorale o i mwoacodici sociali.cite-ref-20[20] È legato alla relazione con l'altro, regolata da regole di comportamento vigenti in una determinata societàcite-ref-21[21] e, nel caso della mwqqciviltà occidentale, ciò attiene prevalentemente al corpo ed alla sessualitàcite-ref-22[22]. Si differenzia dalla decenza, che obbedisce a mwrgcodici di condotta esterioricite-ref-23[23], perché il pudore - limitando l'esibizione del corpo o la dimostrazione di emozioni - determina una reazione interiore al soggetto, quando percepisce che il limite è attraversatocite-ref-24[24].
Vergogna e narcisismo
Alcuni psicologi come Andrew Morrison e Léon Wurmser hanno teorizzato che il mwwgnarcisismo sia correlato alle difese contro la vergogna vissuta nell'infanziacite-ref-andrew-p-morrison-1997-26-0[26]cite-ref-shame1-27-0[27] e che in particolare il mwywdisturbo narcisistico della personalità (NPD) sia collegato alla vergognacite-ref-shame2-28-0[28]cite-ref-29[29].
Secondo gli psicologi quindi, il mw1qnarcisismo patologico non è un fenomeno ereditario, ma è una strutturazione della mw1gpersonalità che si origina nell'infanzia e prosegue nella giovinezza, più precisamente da quella che viene chiamata "ferita narcisistica"cite-ref-30[30]cite-ref-0-31-0[31], generalmente associata ai sentimenti di vergognacite-ref-andrew-p-morrison-1997-26-1[26] e di mw4wrisentimentocite-ref-illusione-del-narcisista-la-malattia-della-grande-vita-baldini-e-castoldi-2016-32-0[32]cite-ref-which-comes-first-resentment-or-narcissism-33-0[33].
Di solito, il bambino che sarà un adulto narcisista ha avuto una famiglia ambiziosa, che lo ha ritenuto mw7qeccezionale o mw7gspeciale, mentre ha biasimato o ridicolizzato le sue paure e i fallimenti. Questa "altalena" di mw7wlodi e denigrazione è diventata il mw8adiscorso internocite-ref-can-a-narcissist-change-34-0[34] del bambino, che dipende dal giudizio dei genitori per definirsi e ha sviluppato così una bassa mw9qautostimacite-ref-narcisismo-my-personal-trainer-35-0[35].
In questo tipo di famiglia, i genitori hanno generalmente giocato molto poco, oppure se lo hanno fatto, sono stati molto mw-wcompetitivi umiliando il bambino; inoltre tipicamente hanno ignorato o represso i suoi sentimenti autentici, specie se ritenuti negativi o sconvenienti, lasciando che nel bambino insorgesse un senso di vergogna (una delle frasi tipiche è "Non devi sentirti così"); al contrario, hanno molto lodato il bambino quando è riuscito a eseguire bene qualche "performance" e a soddisfare le attese.
Il bambino è quindi cresciuto "affamato" di mw-qonori e di lodi, e da adulto tende a vedere le persone senza sfumature: o come "perfette" o, all'opposto, come "senza valore", nel caso scopra il minimo difetto o assista al manifestarsi di un qualsiasi cedimento.
Secondo lo psichiatra mw-wGlen Gabbard, il narcisismo può essere suddiviso in due sottotipi, un sottotipo "inconsapevole" grandioso e arrogante, e un sottotipo "ipervigilante" facilmente feribile, ipersensibile, vergognoso. Il sottotipo inconsapevole presenta per l'ammirazione, l'invidia e l'apprezzamento un sé grandioso che è l'antitesi di un sé interiorizzato debole, che si nasconde nella vergogna; il sottotipo ipervigilante neutralizza la svalutazione vedendo gli altri come abusanti ingiusticite-ref-shame2-28-1[28]. Il narcisista ipervigilante quindi si sente mwaqqvittima degli altri, per i quali prova mwaqurisentimento.
Aspetti sociali
Secondo l'antropologa Ruth Benedict, le culture possono essere classificate dall'enfasi sull'uso della vergogna o della colpa per regolare le attività sociali degli individuicite-ref-36[36]. Ad esempio, secondo Benedict, mentre quella americana è una "società della colpa", quella giapponese è una "società della vergogna".
La vergogna può essere usata da quelle persone che commettono un'aggressione relazionale e possono verificarsi sul posto di lavoro come una forma di controllo sociale o aggressività manifesta. La vergogna è usata in alcune società come un tipo di punizione, di rifiuto o di ostracismo. In questo senso, "il vero scopo della vergogna non è di punire i crimini ma di creare il tipo di persone che non li commettano".cite-ref-37[37]
Campagna della vergogna
Una campagna della vergogna è una tattica in cui individui particolari vengono individuati a causa del loro comportamento o dei loro sospetti crimini, spesso contrassegnandoli pubblicamente, come Hester Prynne ne mwar4mwar8La lettera scarlatta di mwasaNathaniel Hawthorne. Nelle mwaseFilippine, Alfredo Lim ha reso popolare tali tattiche durante il suo mandato come sindaco di mwasiManila. Il 1 ° luglio 1997, iniziò una controversa campagna di "vergogna della vernice spray" nel tentativo di fermare l'uso di droghe. Lui e il suo team hanno spruzzato una vernice rosso vivo su duecento case di mwasmsquatter i cui residenti erano stati accusati, ma non ancora condannati, di vendere sostanze proibite. Funzionari di altri comuni hanno seguito l'esempio. L'ex senatore René A. Saguisag ha condannato la politica di Limcite-ref-38[38].
L'umiliazione pubblica, storicamente espressa dal confinamento alla mwaskgogna e da altre punizioni pubbliche, può verificarsi oggi nei mwasosocial media attraverso fenomeni viralicite-ref-river-39-0[39].
Note
cite-note-11. ↑ Shein, L. (2018). The Evolution of Shame and Guilt. PLoSONE, 13(7), 1-11.
cite-note-22. ↑ Parsa, S. (2018). Psychological Construction of Shame in Disordered Eating. New Psychology Bulletin, 15(1), 11-19.
cite-note-33. ↑ Schalkwijk, F., Stams, G. J., Dekker, J., & Elison, J. (2016). Measuring Shame Regulations: Validation of the Compass of Shame Scale. Social Behavior and Personality: An International Journal, 44(11), 1775-1791.
cite-note-55. ↑ Williams, Bernard, mwau0Vergogna e necessità (mwau4Shame and Necessity, 1993), trad. M. Serra, il Mulino, 2007.
cite-note-66. ↑ Hutchinson, Phil: chapter four of Shame and Philosophy
cite-note-88. ↑ mwavsmwavwmwav0"Cultural Models of Shame and Guilt" (mwav4mwav8PDF), su mwawapsych.stanford.edu mwawe(archiviato dall'mwawiurl originale il 18 aprile 2016).
cite-note-99. ↑ mwawy(mwawcmwawgIT) Tiffany Watt Smith, mwawkAtlante delle emozioni umane, DeA Planeta Libri, 2015.
cite-note-1212. ↑ mwayuJudith Lewis Herman, mwaycmwaygShattered Shame States and their Repair (mwaykmwayoPDF), in mwaysThe John Bowlby Memorial Lecture, 2007 mwayw(archiviato dall'mway0url originale il 5 luglio 2010).
cite-note-1616. ↑ mwabamwabemwabiPaolo Castrogiovanni, Arianna Goracci, Letizia Bossini 2003, su mwabmbooks.google.it.
cite-note-treccani-it-1919. ↑ mwackBruno Callieri, mwacoPudore, in Universo del Corpo (2000)
cite-note-2020. ↑ citereftreccani-pudiciziamwac4mwac8Pudicizia, in mwadaTreccani.it – mwadeVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-2121. ↑ E. LITTRÉ, mwaduDictionnaire de la langue française, Paris, 1863, s. v.
cite-note-2222. ↑ "Il pudore si oppone sempre allo svelamento di una regione del corpo come a quello di un sentimento, che deve restare nel segreto, nei territori interni": mwadkBruno Callieri, mwadoPudore, in Universo del Corpo (2000)
cite-note-2323. ↑ Nel "rispetto di un certo mwad4galateo linguistico, di una mwad8retorica (...) dell’onesta dissimulazione" vede "un codice preciso del comportamento mwaeacortigiano" Chiara Lastraioli, mwaeeIngegneria del dialogo nel «Ragionamento delle corti» di mwaeiPietro Aretino, Studi italiani. A.9 (N.1), 1997, p. 13.
cite-note-2424. ↑ A. REY, «Pudeur», mwaeyDictionnaire culturel en langue française, ID. dir., Paris, 2005, p. 2225.
cite-note-2525. ↑ R. Milani, mwaeoI volti della grazia. Filosofia, arte e natura, Bologna, Il Mulino, 2009, pp. 152-153.
cite-note-andrew-p-morrison-1997-2626. ↑ Andrew P. Morrison, Shame: The Underside of Narcissism, The Analytic Press, 1997. ISBN 0-88163-280-5
cite-note-shame1-2727. ↑ Wurmser L, mwafqmwafumwafyShame, the veiled companion of narcissism, su mwafcbooks.google.com., in The Many Faces of Shame, edited by Nathanson DL. New York, Guilford, 1987, pp. 64–92.
cite-note-shame2-2828. ↑ Gabbard GO, mwaf0mwaf4mwaf8subtypes of narcissistic personality disorder., su mwagajppr.psychiatryonline.org. mwageURL consultato il 27 dicembre 2018 mwagi(archiviato dall'mwagmurl originale il 21 maggio 2022). Bull Menninger Clin 1989; 53:527–532.
cite-note-2929. ↑ Young, Klosko, Weishaar: Schema Therapy – A Practitioner's Guide, 2003, p. 375.
cite-note-3030. ↑ mwagoPier Pietro Brunelli, 2015, Trauma da Narcisismo nelle relazioni di coppia, Lulu, ISBN 9781447763307, pag. 23
cite-note-0-3131. ↑ mwag8mwahamwaheLa ferita del narciso, su mwahisienanews.it.
cite-note-illusione-del-narcisista-la-malattia-della-grande-vita-baldini-e-castoldi-2016-3232. ↑ mwahymwahcmwahgGiancarlo Dimaggio, L'illusione del narcisista: La malattia della grande vita, Baldini & Castoldi, 2016, su mwahkbooks.google.at.
cite-note-which-comes-first-resentment-or-narcissism-3333. ↑ mwah0mwah4mwah8Steven Stosny, Ph.D., Which Comes First, Resentment or Narcissism? Sometimes the Egg Eats the Chicken, Aug 31, 2012, su mwaiapsychologytoday.com.
cite-note-can-a-narcissist-change-3434. ↑ mwaiqmwaiumwaiyCan a narcissist change? | Written by Crystal Raypole on January 16, 2020, Medically reviewed by Timothy J. Legg, Ph.D., CRNP — Healthline, su mwaichealthline.com.
cite-note-narcisismo-my-personal-trainer-3535. ↑ mwaismwaiwmwai0Narcisismo, MyPersonalTrainer, su mwai4my-personaltrainer.it.
cite-note-3636. ↑ Stephen Pattison, mwajiShame: Theory, Therapy and Theology. Cambridge University Press. 2000. 54. ISBNmwajq 0521560454
cite-note-3737. ↑ Roger Scruton, BRING BACK STIGMA, in Modern Sex: Liberation and its Discontents, Chicago 2001, p. 186.
cite-note-3838. ↑ Pulta, Benjamin B. mwajsmwajwmwaj0"Spray campaign debate heats up.", su mwaj4sunstar.com.ph mwaj8(archiviato dall'mwakaurl originale il 27 settembre 2007). mwakeSun.Star Manila. June 26, 2003.
cite-note-river-3939. ↑ mwakumwakyJon Ronson, mwakcmwakgSo You've Been Publicly Shamed (hardcover), Riverhead Books, 31 marzo 2015, mwakkISBNmwako 978-1-59448-713-2.
Bibliografia
• Lorenzo Bruni, mwak8Vergogna. Un'emozione sociale mwaladialettica, Orthotes, Napoli-Salerno, 2016.
• Anna Maria Pandolfi, mwaliLa vergogna, Franco Angeli, 2002
• Krishnananda, Amana,mwalqVincere la vergogna,ed Apogeo,
• Krishnananda, Amana, mwalyA tu per tu con la paura ed Feltrinelli
• Amato L. Fargoli, mwalgNon c'è più vergogna nella cultura, ed Alpes Italia, 2012
• A.Battacchi,mwaloVergogna e senso di colpa, ed. Cortina, 2002
• A.Ernaux,mwalwLa vergogna,ed L'Orma, 2018
• G.Turnaturi,mwal4Vergogna. Metamorfosi di un'emozione,ed Feltrinelli, 2002
• L. Anolli, mwamaLa vergogna, Il Mulino, 2000
• V. D'Urso, mwamiImbarazzo, vergogna ed altri affanni, Raffaello Cortina, 1990
• M. A. Fossum., M. J. Mason, mwamqIl sentimento della vergogna, Astrolabio, 1987
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikiquote
• Wikizionario
• Wikimedia Commons
• Wikiquote contiene citazioni sulla vergogna
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «vergogna»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su vergogna
Collegamenti esterni
• citerefvocabolario-treccanivergógna, su Vocabolario Treccani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.